Un tempo era solo un ingrediente, oggi è protagonista a tavola
L’olio extravergine di oliva non è più considerato una semplice base per cucinare, ma un elemento distintivo di qualità, capace di esaltare sapori, raccontare territori e influenzare la scelta del consumatore.
Sempre più ristoranti – dai bistrot alle cucine stellate – scelgono di inserire in carta una selezione di oli, proprio come si fa con i vini. È la cosiddetta “carta degli oli”, una tendenza che riflette un cambiamento profondo: l’attenzione al dettaglio e alla provenienza non riguarda più solo il piatto, ma anche ciò che lo accompagna.
Un olio, mille sfumature
Come accade per i vini, anche gli oli hanno profili aromatici diversi, influenzati da cultivar, terroir, tecniche di raccolta e lavorazione.
Ci sono oli fruttati leggeri, medi o intensi, con sentori erbacei, di mandorla, carciofo, pomodoro o pepe. Ogni olio ha una personalità unica – e saperla riconoscere diventa oggi una competenza apprezzata, tanto dallo chef quanto dal cliente.
La cultura dell’assaggio
Sempre più consumatori imparano a distinguere un olio puro, estratto a freddo, ricco di polifenoli, da uno standardizzato o anonimo.
L’olio monocultivar, come il nostro Coratina Bio, rappresenta un’espressione di autenticità: un gusto deciso e piccante, che racconta una storia precisa – quella dei nostri uliveti a Cassano allo Ionio, coltivati nel rispetto della terra e dei suoi ritmi.
L’olio a tavola, come il vino
Nei ristoranti più attenti, non è raro oggi trovare:
• Oli diversi per piatti diversi, abbinati in base a intensità e aromaticità
• Degustazioni guidate di oli, con pane o prodotti locali
• Consigli dello chef o del sommelier dell’olio, figura sempre più presente nella ristorazione di alto livello
Tutto questo eleva l’esperienza gastronomica e valorizza il lavoro delle aziende agricole che investono in qualità e sostenibilità.